Quante volte vi è capitato di percorrere una strada sgombra?
A me, MAI.
Il duro lavoro ha permeato tutta la mia vita, ma è proprio lì che l’ho incontrata, nel mio ufficio vista mare.
E che mare!
Parlo di una donna entrata in un momento di vuoto cosmico sentimentale, in un periodo dove nemmeno cercavo qualcosa.
L’ho conosciuta con uno degli approcci più disinteressati, perché — lo ammetto — non l’avevo nemmeno notata, almeno non più di tanto.
E la cosa buffa?
Per una serie di astratte e inspiegabili fusioni di scintille incolori, con l’istinto sicuro di una capra di montagna, ho scelto lei.
È stato come conoscerne tante in una sola:
un’amica, una complice, una musa, una confidente, una passione, una barzelletta, un’amante, una motivatrice. Un motore. MIA MOGLIE.
È arrivata in punta di piedi, eppure ha saputo sostenere e spingere, appoggiare e comprendere, slanciare e tirare fuori il meglio di me, senza mai ostacolare quel mondo che amo.
“A Cenerentolaaa, ma ‘ndo stavi?!”
Come spiegarlo?
È stata per me un elisir di benessere psico-fisico.
Come un massaggio all’anima, mentre qualcuno ti punge il viso con un pool di vitamine biorivitalizzanti.
Il risultato?
Una persona nuova, rinata — dentro.
Anche se ogni tanto ci prova a farmi cambiare look, quella lì!
Con lei mi sono riscoperto giovane, con voglia di fare, con il coraggio di rischiare e l’adrenalina di credere nei miei progetti.
Ho imparato a usare filtri nelle relazioni, a contenere le parole sbagliate, a mordere le polpette avvelenate prima che diventino realtà.
E sì, che soddisfazione!
Fermi tutti, adesso è il mio turno!
Potrei raccontarvi le più belle favole o descrivermi come un modello di efficienza domestica…
Ma non lo farò.
Anche perché ci sarebbero troppe smentite da amici e parenti!
PERÒ…
Posso dirvi che faccio tutto ciò che posso perché il mio amore non la disturbi,
che la osservo di nascosto,
le sorrido quando è voltata,
pongo il mio sguardo e la mia anima lì dove vorrei posare i miei baci, anche se a volte mi sento a corto.
La ammiro, credo in lei, e mi ingelosisco facilmente,
perché ogni volta che indossa un abito o un sorriso,
lei scopre tutta sé stessa,
e io vorrei murare all’istante il recinto.
Un amore che mi ha riempito la vita.
Un amore che mi ha reso un uomo migliore.
Un amore che ha trovato compimento con mio figlio Nathan,
arrivato inaspettatamente a completare un’opera iniziata dalla fortuna.
Ci sono stati momenti difficili,
momenti in cui avrei voluto urlare al cielo,
in cui non vedevo nulla e nessuno,
solo rabbia, rammarico, e sconfitta.
E anche lì, in quel buio,
c’erano lei e un esserino affamato come un cucciolo di dinosauro,
a ricordarmi cosa IO avevo creato:
una piccola e graziosa famiglia che mi ama da morì.
E allora sì…
Va bene avere paura della prossima fase della vita.
Ma io non sono solo. ❤️



