Perché creare polemica su tutto?

Perché creare polemica su tutto

A fine lockdown, le polemiche sono tornate prepotentemente in primo piano.
Tra queste, spicca quella che ha come protagonista il mondo delle discoteche, colpito da una lunga serie di critiche feroci, soprattutto sui social.

C’è chi ha definito la riapertura delle discoteche una follia, chi ha rivendicato la necessità di riaprire le università, quasi come se le due realtà fossero in conflitto tra loro, antitetiche.
Ma davvero la paura di un focolaio è la stessa ovunque?
O si concentra solo su alcuni ambienti per pregiudizio?

Le discoteche, in realtà, sono state adeguate a tutti i protocolli sanitari per garantire la massima sicurezza ai clienti.
Controlli all’ingresso, personale formato, dispositivi igienizzanti, distanziamento e uso delle mascherine: il rispetto delle norme è costante e verificabile.

Riparte l’economia, ripartono i sentimenti, riparte la vita.
Dopo lunghi mesi di sacrifici collettivi, in cui tutti abbiamo fatto la nostra parte per tutelare la comunità, è naturale desiderare un ritorno alla condivisione.

E cosa c’è di più potente della musica per unirci?
Quelle note che hanno accompagnato tante delle nostre serate, oggi tornano a vibrare, a farci sentire vivi.
Quando il battito del cuore si sincronizza con il ritmo di un dj set, qualcosa si accende dentro di noi: è lì che ci sentiamo davvero in sintonia con ciò che ci circonda, è lì che rinasciamo.

Dopo mesi pieni di pensieri negativi e preoccupazioni, abbiamo bisogno di lasciarci andare anche solo per qualche ora, abbandonandoci al flusso della musica.
Insieme.
Insieme abbiamo affrontato la pandemia. Insieme ripartiamo.

Il rispetto delle regole resta fondamentale per non tornare nella spirale della sofferenza, e grazie all’impegno di tante persone questo è oggi possibile.

Non siamo soli in questo pensiero. Anche l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha dichiarato che le discoteche possono essere considerate meno pericolose di lidi e ristoranti, se organizzate con criterio.
Come ha ricordato lui stesso:

“La ripartenza non significa far finta che non sia successo nulla. Dobbiamo riacquisire una certa normalità, ma con prudenza.”

Ecco il vero punto: prudenza non significa rinuncia, significa equilibrio.
E oggi, più che mai, ne abbiamo bisogno.

fimra david cicchella

TI è PIACIUTO IL POST? CONDIVIDILO